Come si producono i gas refrigeranti “naturali”?

Il gas naturale come definizione è un gas prodotto dalla decomposizione anaerobica di materiale organico. In natura si trova comunemente allo stato fossile, insieme al petrolio, al carbone o da solo in giacimenti di gas naturale.

Si può dire con certezza che il pianeta lo “stocca” tra i suoi “muscoli” (strati di roccia porosa del sottosuolo) come scarto di digestione delle enormi masse vegetali che inghiotte. Quando decide di liberarsene, è un problema per l’effetto serra: milioni d tonnellate di CO2 vengono generate dalle attività di eruttazione, vulcanica ovviamente!

I gas refrigeranti chiamati, forse incautamente “naturali”, noti come R290 e R600 principalmente, sono sottoposti a trattamenti industriali pericolosi e delicati moderatamente inquinanti che di naturale hanno ben poco. Gli idrocarburi estratti da catena petrolifera vengono infatti raffinati in colonna di distillazione e passati in setacci molecolari comportando purtroppo inevitabili perdite nell’atmosfera.

Un discorso a parte merita l’ammoniaca anidra (formula chimica della molecola NH3, refrigerante raffinato con codice AHRI: R744), che viene quasi interamente prodotta con un processo chimico industriale (il più noto è il processo Haber - Bosch), peraltro con efficienza piuttosto bassa, ben sotto al 30% e con frequente immissione in atmosfera di sottoprodotti indesiderati come gli NOx (ossidi di azoto).

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